Archivi del mese: febbraio 2012

Un nuovo portale per aiutare i giovani imprenditori ad iniziare e crescere la propria impresa

Il 17 Novembre scorso il Gruppo degli Imprenditori della Commissione Economico Sociale Europea (EESC) ha lanciato un nuovo portale online Entrepreneur Envoy per aiutare i giovani imprenditori ad iniziare e a crescere la propria impresa.

Il website è un’iniziativa dell’ EESC e della Commissione Europea che indirizza le carenza della politica nella promozione dell’imprenditoria, soprattutto tra i giovani e le donne.

Il portale online  Global Entrepreneur Envoy offrirà degli strumenti per favorire il cambiamento culturale e promuovere politiche a sostegno dell’imprenditore. Il lancio ha vauto luogo il 17 novembre 2011 duramte la terza edizione del seminario dei giovani imprenditori europei ospitato dal presidente del Gruppo degli Imprenditori dell’ EESC, Henri Malosse. L’evento è stato caratterizzato dai contributi di 52 imprenditori attivit provenienti da 18 paesi.

Le raccomandazioni dei partecipanti costituiscono le seguenti priorità:

  1. Uno statuto Europeo per le PMI (lo Statuto per una compagnia privata europea), un’iniziativa  EESC.
  2. Una Europa unificata con un vero governo europeo
  3. Una rete europea di incubatori di impresa
  4. Servizi finanziari europei per nuove iniziative, speciale nel microcredito
  5. Indire la “Giornata del Giovane Imprenditore” per celebrare il successo

Il gruppo degli Imprenditori è uno dei gruppi del Comitato Europeo Economico e Sociale, un organo consultivo dell’Unione Europea. Il EESC permette alle organizzazioni di affari, ai sindacati, alle associazioni professionali e ai gruppi della cittadinanza di contribuire alla definizione delle politiche e delle decisioni dell’Unione europea.

Fonte

http://aspectediplomatice.ro

English version

A new online portal to help young entrepreneurs start and grow their own business was launched on 17 November 2011 by the Employers’ Group of the European Economic and Social Committee (EESC).

The website is a joint initiative of the EESC and the European Commission. It addresses policy failings in the promotion of entrepreneurship, especially among young people and women.

 The Global Entrepreneur Envoy online portal “Entrepreneur Envoy” will offer tools to foster culture change and promote entrepreneur-friendly policies. The launch took place on 17 November 2011 during the third edition of the “Young European Entrepreneurs’ Seminar”, hosted by the president of the Employers’ Group of the EESC, Henri Malosse. The event featured contributions from 52 active young entrepreneurs from 18 European countries.

 Mr Malosse said: “We want to develop a new vision of the entrepreneurial spirit, allowing Europeans to create wealth and build on a European identity. I truly believe in the power of water droplets accumulating to achieve great things. We can achieve anything if we pool our modest means.”

 The participants’ recommendations listed the following priorities:

2.         A unified Europe with a real European government

3.         Facilitating vocational exchange for young people, in addition to school and university exchange schemes

4.         A European network of business incubators

5.         European financing facilities for new initiatives, especially microcredit

6.         Holding a “Young entrepreneurs’ day” to celebrate success

 For more information, please contact: Milen Minchev by sending an email to: gr1@eesc.europa.eu

 The Employers’ Group is one of the three groups of the European Economic and Social Committee (EESC), a consultative body of the European Union. The EESC enables representatives of business organisations, trade unions, professional associations and civic groups to contribute to the framing of EU policies and decisions.”

 European Economic and Social Committee (EESC), Brussels 

Source

http://aspectediplomatice.ro

Annunci

Valorizzazione della lana del Parco dell’Alta Murgia.

Nel mese di Aprile dell’anno 2011 ho preso parte alla realizzazione di un progetto elaborato dall’Università degli Studi di Bari (Dipartimento di Fisiologia Generale ed Ambientale – Dott.ssa Elena Ciani, Dipartimento di Progettazione e Gestione dei Sistemi Agro-Zootecnici e Forestali – Prof.ssa Elisa Pieragostini), con la partecipazione dell’Ente Parco dell’Alta Murgia e del la Casa Circondariale di Altamura.

Gli obiettivi che il progetto si proponeva di raggiungere erano :

–          Valorizzare una risorsa locale.

–           Favorire momenti di inclusione sociale e partecipazione attiva dei detenuti, attraverso corsi di formazione ed il loro coinvolgimento fattivo nella realizzazione di prodotti artigianali in feltro.

–           Rispondere ad esigenze di natura ambientale (la lana viene oggi considerata rifiuto speciale e viene smaltita negli inceneritori)

–          Promuovere i territori locali attraverso la creazione di prodotti  commerciali, turistici fortemente collegati all’identità culturale del luogo (parchi, ecomusei, fiere locali)

Si è cercato, perciò, di utilizzare la lana prodotta dagli allevatori di Altamura nell’intento di restituire ad essa ed agli ovicoltori un’identità quasi del tutto perduta.

Questa lana, lavata e cardata, è risultata sufficientemente adatta all’infeltrimento ad acqua e sapone, e quindi utilizzabile per la produzione di oggetti  di arredo ed accessori moda.

Molto ruvida, filamentosa , grossolana  in verità , non poteva essere utilizzata per abbigliamento o per la produzione di oggetti raffinati, ma, incorporando ad essa degli altri materiali quali lino, canapa, piccole pietre e  filati particolari, poteva originare una singolare oggettistica che molto richiamava alla memoria antiche immagini.

E così è stato!

Il corso di formazione previsto  ha avuto la durata di 18 ore, si è svolto negli ambienti della Casa Circondariale, frequentato da 15 detenuti,  articolato in tre giornate durante le quali , con interesse ed entusiasmo, si sono prodotti contenitori, sottopiatti, borse, collane ed altro si potrebbe ottenere se il corso si potesse avvalere di una seconda fase.

Io sono stata coinvolta come responsabile del corso di formazione ( esperta dell’infeltrimento ad acqua) validamente e generosamente sostenuta dalle Dott.sse Elena Ciani ed Elisabetta Castellana, nonché  dal personale di sorveglianza e di dirigenza del Carcere. Il corso è stato portato a termine con grande soddisfazione dei partecipanti.

Attualmente una nuova Associazione Culturale “ Pecore attive”, con sede legale ad Altamura, rappresentata legalmente dalla Dott.ssa Elisabetta Castellana, vincitrice del concorso Principi Attivi 2010-Giovani idee per una Puglia migliore, con il progetto “Azioni congiunte di valorizzazione territoriale e inclusione sociale attraverso la creazione di una micro-filiera della lana di razze ovine autoctone pugliesi”, intende proseguire nelle finalità sopra elencate e, in questo ambito, nel mese di Settembre dell’anno 2011 ha organizzato un corso di formazione pratica per la produzione del feltro e la realizzazione artigianale di manufatti in feltro.

Al corso, per il quale ho avuto l’incarico di Collaboratore, hanno partecipato 20 persone interessate all’apprendimento ed, eventualmente, all’utilizzo di questo materiale,  che si sono occupate non solo di feltratura ma anche di cardatura . Si è svolto in 25 ore lavorative, articolate in tre giornate consecutive durante le quali è stato prodotto un grande tappeto (2x3m circa)con lana della specie altamurana, successivamente esposto al pubblico con discreto successo.

La mia esperienza, in ambedue i progetti, avendo avuto un incarico temporaneo e non facendo parte delle suddette Associazioni, è stata circoscritta al periodo dello svolgimento dei corsi ma, se dovessi dedurre qualcosa guardando a quei risultati potrei realisticamente immaginare un futuro buon uso della tecnica appresa con il raggiungimento graduale degli obiettivi proposti.

 Informazioni

GIfelt

San Pietro Vernotico (BR) 24 Febbraio 2012

Giulia Rizzo


Block Party: artigianato contemporaneo ispirato all’arte della sartoria

Il processo di trasformazione che va da un modello piatto ad una forma tridimensionale è una fonte perenne di ispirazione. Il ricco patrimonio culturale ed il linguaggio evocativo del taglio del modello ha stimolato una vasta gamma di applicazioni contemporanee.

Conosciuta a livello internazionale per le sue attività nelle arti visive in cui fonde moda, arte e architettura, il Crafts Council ha invitato la curatrice Lucy Orta per selezionare opere che riguardano il taglio di modelli  su un’ampia varietà di livelli.

Guardando oltre il capo d’abbigliamento, Block Party presenta nuovi lavori di artisti internazionali e del Regno Unito e lavori di coloro che hanno abbracciato la natura interdisciplinare di questa abilità, applicando alle loro opere l’estetica e le tecniche di taglio di modelli, in modo innovativo e inaspettato.

Luoghi e date della mostra


Lezioni di Design

Da domani l‘ISIA propone un ciclo di conferenze sui grandi temi del design. Tutti gli incontri si terranno al caffè letterario Le Murate, a Firenze, e saranno moderati dal Prof. Arch. Vanni Pasca.

Tra i relatori Giovanna Castiglioni, Gilberto Corretti, Alessandro Mendini, Fulvio Carmagnola e Paolo Ulian.
Tutti gli incontri sono aperti.

Informazioni

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IX Convegno Nazionale sulla Biodiversità. Approcci multidisciplinari per la multifunzionalità

La conoscenza della biodiversità ha una base multidisciplinare connessa ai saperi di varie discipline, quali la genetica, la biochimica, la biologia molecolare, la tassonomia e filogenesi, la biogeografia, l’antropologia, ecc. Una multidisciplinarietà che esige un approccio più complesso anche con l’analisi dell’ambiente e della natura e che superi, mediante strategie innovative, la tradizionale separazione tra aspetti tecnici, biologici ed economico-sociali. Un approccio strategicamente diverso nello studio e nelle ricerche sulla individuazione, caratterizzazione, valorizzazione, conservazione ed utilizzazione della biodiversità, che nel passato è stato limitato da coloro che per compiti istituzionali sono tenuti a tutelare il patrimonio delle risorse territoriali: politici, amministratori, mondo accademico, associazioni ambientaliste, associazioni ed operatori vari. Soggetti che per difetto di formazione e informazione non hanno valutato a fondo l’aspetto olistico della biodiversità e ignorato i contributi applicativi delle scienze biologiche, umanistiche, archeologiche, ambientali ed economiche ai fini di una analisi più approfondita della componente biotica degli ecosistemi. E’ necessario conoscere e valorizzare la biodiversità sia come componente essenziale nell’equilibrio degli ecosistemi dei paesaggi rurali ed urbani sottoposti a fenomeni di antropizzazione che come “bene culturale” connesso agli usi e costumi in uno sviluppo agrituristico e/o urbanistico. Considerare la biodiversità un capitale naturale trova il punto focale nei cosiddetti ‘servizi dell’ecosistema’ che si concretizzano con la gestione delle aree protette, le azioni di ripopolamento biologico, la rinaturalizzazione e restauro ambientale, l’allevamento animale e vegetale, gli orti botanici, erbari, giardini storici, zoologici e banche del germoplasma. Infine, un filone scientifico di particolare potenzialità è quello sulla ‘bioimitazione’ o ‘biomimetica’ il cui elemento fondante è “copiare le strategie funzionali” presenti nella biodiversità  per produrre manufatti ispirati all’attività biologica del regno animale e vegetale. Pertanto, il successo del censire, caratterizzare, valorizzare, tutelare e conservare la biodiversità dipenderà dalla misura in cui ogni disciplina coinvolta sarà in grado di comprendere il linguaggio, le potenzialità e i limiti delle altre.

L’obiettivo del “IX Convegno Nazionale sulla Biodiversità”, così come nelle edizioni precedenti è quello di favorire l’incontro tra scienziati e studiosi per stimolare ricerche innovative e coordinate, mirate alla riconciliazione fra natura e umanità, per lungo tempo conflittuali, in un percorso multidisciplinare in cui si possa trovare l’essenza dell’ eco-sostenibilità.

I temi e le sessioni del convegno riguarderanno la caratterizzazione, la valutazione, la tutela, la conservazione e la valorizzazione della biodiversità sulla base dei contributi multidisciplinari pervenuti.

 

Il Convegno si terrà a Bari nei giorni 6-7 Settembre 2012.

 

Seconda Circolare

Scheda di pre-iscrizione


Lana d’Abruzzo e design: una storia reale e virtuale per un progetto imprenditoriale femminile di successo

L’ incontro con la Lana d’Abruzzo nasce casualmente quando arriva fra le mie mani una matassa di lana naturale, definita lana d’Abruzzo. Mi incuriosisce ed inizio a domandare cosa sia esattamente, da dove provenga e stupita mi rendo conto che trovarla è del tutto naturale, visto che l’Abruzzo è terra di pastorizia da millenni e che la transumanza ha determinato l’urbanistica della regione… ma solo ora mi giungeva fra le mani come cosa rara.

È stato un attimo e non mi sarei fermata più da quella prima apparizione, fino a scoprire tutti i soggetti che ne erano coinvolti, e fino a capire che la filiera nel tempo si era spezzata e il lavaggio veniva portato da qualche anno fuori regione e che con quella poca lana filata in giro si producevano solo maglie di lane e calzettoni in alcuni paesi montani.

Inizia così quest’avventura in pieno agosto andando fra i pascoli, le montagne e gli allevamenti, per conoscere gli uomini della lana che parlano del loro tesoro ormai dimenticato e senza alcun valore di mercato. Scopro che da anni qui la lana si butta o si sotterra perché economicamente è meglio così, che metterla sul mercato… Non parliamo della possibilità di filarla, non avendo la capacità commerciale di offrirla ad un mercato che aveva attraversato una forte crisi e che aveva finito per demoralizzare tutti…

Poi arriva un’intervista per la Rai e il progetto lana d’Abruzzo è pronto per partire: ne parlo sul Blog, apro un profilo FB e una fan page. E la storia continua…

Selezioniamo le lane affiancati da un uomo della filanda, mandiamo la lana a lavare in Toscana (esisteva anche qui il lavaggio fino a che non sono scomparse le lavanderie a causa della crisi dei filati naturali a favore del nylon) e finalmente in pieno agosto filiamo la nostra prima lana, in 13 referenze diverse e in tre colori naturali diversi..color pecora ovviamente!

Associo ormai da tempo questa storia ad un viaggio, un viaggio reale e virtuale allo stesso tempo, visto che la nostra attività (mia e del mio compagno) utilizza fin dall’inizio il web 2.0. Il viaggio reale è stato – ed è – tutte le volte un bellissimo viaggio, sia quando vado in montagna negli allevamenti, sia quando vado al mare in filanda. Non solo i luoghi ma soprattutto le persone mi hanno conquistata. La loro diffidenza iniziale, la loro testardaggine, il loro orgoglio per ciò che hanno, per ciò che avevano, la loro malinconia. Eppure si sono affidati a me, pian piano si sono aperti e mi hanno dato fiducia, e questo per me, per noi, credo sia la più grande soddisfazione perché il viaggio insieme non è ancora finito e sarà, credo e spero, sempre più emozionante e pieno di nuove scoperte.

Gli uomini della lana, come li chiamo da sempre devono ritornare a fare il loro lavoro, devono imparare a conoscere e rapportarsi col mercato, devono riacquistare quella fiducia e quella grinta che li ha sempre caratterizzati. I loro sorrisi sono per me il più bel regalo.

Il viaggio virtuale è anch’esso interminabile e in continua evoluzione. I Blog prima erano gli unici spazi o piazze virtuali in cui incontrarsi e scambiarsi idee, consigli e fare amicizie. Ora invece c’è anche FB e soprattutto il gruppo SocialCrochet in cui insegno a fare crochet (non solo con la mia lana), anche a principianti, ma soprattutto è il luogo in cui sta sempre più crescendo il senso di appartenenza al progetto Lana d’Abruzzo da parte delle persone che hanno deciso di viaggiare con me e di seguirmi in questa avventura. Venite a trovarci e capirete perché.

 Ma riprendiamo il filo  …

Sono un architetto e con il mio compagno di vita e di lavoro apro nel 2000 una piccola agenzia di Design Marketing che opera sul territorio regionale e che prende anche un finanziamento per l’imprenditoria femminile nel 2002 con un progetto innovativo.

Era inevitabile realizzare prodotti per noi stessi, prima ancora che per le aziende. Poi, una certa nostra propensione a progetti in autocostruzione con uno sguardo attento al Marketing e al mercato ha fatto il resto.

Proverò a raccontarvi una storia in continua evoluzione che nasce a marzo di 4 anni fa sul web con il lancio di un prodotto, le Scarpine di Sveva, attraverso il Blog che prende il suo nome e con il nostro primo shop online su Etsy.com . Sto parlando di un kit Scarpine Baby 0-3 mesi completo di tutto l’occorrente per realizzare delle scarpine baby personalizzabili con estrema facilità. In realtà nasceva Crea, un Brand con cui volevamo trasmettere la cultura del “fare da sé” oggetti di design personalizzabili, lì dove il mercato italiano ne era ancora carente, ma soprattutto silente. Paradossalmente solo oggi, dopo 4 anni, parlare di Kit in autocostruzione è diventato normale. 


In tre anni, attraverso il Blog e la nascita di un altro Blog, RobertaFilava, in cui desideravo trasmettere la cultura del fare semplice e per tutti, si è iniziato a creare un pubblico che mi segue e che scarica i miei tutorial e che curioso e attento vuole imparare anche da zero a realizzare qualcosa con le proprie mani.

Nelle Scarpine di Sveva parlo di design 2.0 mentre con RobertaFilava parlo di cucito, cucina, fiori e poi di crochet. I Blog crescono, il target si allarga, quando per caso scopro che esiste un materiale nella mia regione che contiene tutte le caratteristiche del fare che professavo già da tempo ma, che porta in sé anche dei valori sociali, economici e territoriali molto interessanti. E la storia continua, con la stessa identica filosofia, passione e dedizione. Oggi la mia impresa può definirsi a tutti gli effetti una impresa 2.0 reale e non teorica come spesso si legge in giro fra gli uomini del marketing.

Quando ho scoperto la Lana d’Abruzzo oltre a commercializzarla in matasse ho continuato a progettare Kit. I miei prodotti oggi come allora sono soprattutto Kit perché credo che la manualità crei ancora più appartenenza al prodotto – ancor più al progetto lana! – più di ciò che già avviene per un semplice acquisto. Io dedico molto del mio tempo a clienti che chiedono consigli, idee, suggerimenti e poi mi mandano le foto dei loro lavori, credono nel progetto, credono in noi e nella nostra trasparenza, nella filosofia di recupero e conoscenza dell’intero viaggio intrapreso.

 I nostri prodotti contengono tutto questo: recupero, innovazione, style life..sono “tecnologici” nel senso che utilizzano modi e forme commerciali innovative quali il web e la community. A me piace pensare ad un recupero della Lana in un’ottica contemporanea pur essendo la stessa lana di 40 anni fa… che non è pettinata ma cardata, che viene ancora lavata a mano, che profuma come una volta di sapone di marsiglia…che è in matasse … perché anche il gesto di trasformarla in gomitoli è un’esperienza da vivere insieme a tutto il resto!

 Il legame col territorio è fortissimo visto che i soggetti che costituiscono la filiera vivono ed operano ancora nel loro territorio. Io percorro il viaggio dai monti dei pascoli al mare della filanda diverse volte al mese, ed amo questi luoghi, li vivo e li racconto quando posso.

Finora il mio compagno ed io abbiamo lavorato esclusivamente da soli senza chiedere nulla a nessuno finché un’intera pagina sul quotidiano locale  ha aperto nuove porte.

Noi saremmo lieti di condividere la nostra esperienza con qualsiasi istituzione o altro ente locale, o associazioni e università ma creando una rete in cui le parti operino senza forzature o predomini possibili perché la lana è un bene di tutti e deve ritornare a tutti i soggetti restituendo loro il valore e l’apprezzamento di una volta. Ognuno può lavorare e contribuire affinché ciò avvenga mettendo il proprio know-how, la propria esperienza i propri strumenti economici.

In cantiere abbiamo un progetto che avrà a che fare con il territorio, un territorio bellissimo ma che non pulsa da anni sotto l’aspetto turistico, un territorio che ha da offrire tantissimo e può farlo a partire dalla lana e dal mondo finora dimenticato che ruota intorno ad essa.

Questo progetto aprirà anche le porte verso l’estero, rimasto fuori per ora dai nostri programmi solo perché era necessario prima creare una domanda italiana e anche perché, purtroppo nel nostro paese i contratti di spedizione sono ancora poco vantaggiosi. Partiremo anche qui dal territorio prima ancora che dalla singola matassa da vendere.

Noto, con piacere, che a partire dalla mia esperienza altre ne stanno nascendo e credo che prima o poi si interfacceranno fra loro. Conosco altre iniziative e sono disponibile a qualsiasi forma di scambio culturale e di esperienze che dovrebbero però essere volte ad arricchire tutti i soggetti coinvolti nella filiera della lana. I tempi sono maturi per la condivisione dei valori del rispetto del lavoro di tutti territori ed operatori dei territori,  del confronto tra tutti gi operatori, valori che possono permettere ad esperienze come queste di crescere e di crescere insieme.

Roberta Castiglione

Crea by eon architetture digitali s.a.s


Link:

https://www.facebook.com/CreaKit

http://creakit.blogspot.com/

http://robertafilavafilava.blogspot.com/

 




I beni culturali italiani entrano nel settore del licensing

Il Ministero dei Beni e delle Attività Culturali sta studiando la realizzazione di un nuovo marchio, che sarà utilizzato per la produzione su licenza di oggetti di merchandising di alta qualità. Il progetto, curato dalla Direzione Generale per la Valorizzazione del Patrimonio Culturale, sarà annunciato durante la 5a edizione del Bologna Licensing Trade Fair (BLTF) Il BLTF 2012 è organizzato da BolognaFiere SpA e si svolgerà dal 19 al 21 marzo nel Quartiere fieristico di Bologna, contemporaneamente alla grande Fiera del Libro per Ragazzi.

Oggetti e merci di varia tipologia, dall’artigianato di qualità all’oggettistica per uso domestico, dal merchandising del design contemporaneo fino alla riproduzione di opere d’arte anche in 3D: questi prodotti saranno venduti soprattutto nei bookshop della rete museale italianacon il marchio dei Beni Culturali concesso su licenza.

L’originale progetto dei Beni Culturali è già stato avviato: nelle scorse settimane, infatti, è iniziato uno studio di fattibilità con lo scopo di indire presto una gara per individuare la società esterna che gestirà il nuovo marchio. Questo studio dovrebbe essere concluso prima dell’estate e consentirà anche di stimare il valore economico di questo brand e di definire il business plan dell’intero progetto.

Del licensing applicato ai musei e ai beni culturali, si parlerà a marzo durante il Bologna Licensing Trade Fair (BLTF), organizzato da BolognaFiere SpA. E’ in programma infatti l’incontro “Licensing@Museum”, cui interverranno rappresentanti della Direzione Generale per la Valorizzazione del Patrimonio Culturale del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del prestigioso Victoria and Albert Museum londinese.

Fonte: Licensingitalia

 

 


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