Archivi categoria: Agricoltura

Concorso “Premio De@Terra 2012”

LONILFA indice la dodicesima edizione del Premio De@Terra, premio rivolto a donne la cui storia imprenditoriale (continuità generazionale/creazione di nuova impresa) sia caratterizzata da uno o più dei seguenti elementi:

– creatività ed originalità di idea di impresa;
– capacità di mettere sul mercato prodotti di alta qualità, caratterizzati da tipicità e salubrità;
– realizzazione di attività multifunzionali;
– modalità e tipo di commercializzazione;
– rispetto e valorizzazione dell’ambiente;
– utilizzo di strumenti multimediali;
– apporto significativo alla crescita economica, sociale e culturale delle aree rurali (associazionismo, servizi ecc.).

I premi sono assegnati in numero di cinque. Le domande di partecipazione, corredate da un curriculum della candidata, dovranno pervenire in busta chiusa a:

“Premio De@Terra”
Segreteria ONILFA
Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali
Ex D. G. della competitività per lo sviluppo rurale
Via XX Settembre 20 – 00187 ROMA

– Le domande potranno essere inviate per posta o consegnate a mano e dovranno pervenire, pena l’esclusione, entro il 18 settembre 2012. Farà fede il timbro postale.
– La partecipazione al Premio comporta la piena ed incondizionata accettazione delle norme del presente bando.
– La cerimonia di premiazione avverrà nell’ambito delle manifestazioni per la celebrazione della Giornata Mondiale della Donna Rurale.
– Le concorrenti, con la loro partecipazione, consentono espressamente il trattamento e la comunicazione dei loro dati ai sensi e per gli effetti della legge 196 del 30.06.2003.
– La domanda di partecipazione può essere reperita sul sito Internet www.onilfa.gov.it

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Lane: in Puglia decolla il progetto PartnerSheep e a Parma prende avvio la Mostra su Biodiversità e Mestieri!

Alcuni mesi fa in un paio di articoli pubblicati su questo blog si parlava del progetto di recupero e valorizzazione della lana e degli allevamenti del Parco dell’Alta Murgia e sul progetto di valorizzazione della lana cornigliese in provincia di Parma.Il progetto pugliese dal titolo “PartnerSheep” promosso dall’Ente Parco, con la collaborazione del consorzio di aziende agro-zootecniche “Murgia Viva” e del Centro di Raccolta di Lane Sucide  “The Wool Company” di Biella è partito il 2 maggio 2012.

L’obiettivo del progetto è quello di consentire ai soggetti del territorio di riappropriarsi in futuro della filiera della lana dal punto di vista sociale, organizzativo, produttivo ed economico e di ricercare sbocchi per le produzioni di lana, al fine di trasformare quello che è attualmente un puro costo in un utile o, quantomeno, in una “non perdita” economica per l’allevatore. La lana sarà conferita presso i magazzini del Consorzio di Biella e verrà selezionata e classificata dai tecnici in lotti omogenei e in quantità adeguata alle necessità industriali. Una campionatura dei lotti di lana verrà poi analizzata e testata da un Ente di certificazione di qualità riconosciuto a livello internazionale e venduta grezza tramite asta internazionale. Il ricavato, dedotti i costi dell’operazione che per il consorzio “Murgia Viva” potranno essere esclusivamente quelli “vivi” debitamente rendicontati, verrà reso all’allevatore. Per informazioni sul progetto si consulti il sito del Parco dell’Alta Murgia

A Parma invece il 19 maggio 2012 sarà inaugurata la mostra  WOOL ART, Mostra di Biodiversità e Mestieri d’Arte, evento che testimonia i risultati del progetto di recupero della lana delle pecore autoctone dell’Appennino sempre più a rischio di estinzione. Il tentativo di coniugare un percorso di sostenibilità ambientale con la possibilità di sviluppare microeconomie solidali è stata la prerogativa dei promotori e degli organizzatori dell’iniziativa.Una serie di Atelier tessili costituiranno il calendario di diversi incontri dedicati a diverse e interessantissime arti tessili. All’iniziativa hanno partecipato 180 paesi da ogni parte d’Europa (Francia- Grecia- Finlandia Portogallo- Spagna- Belgio- Olanda- Canada – Argentina- Germania- Polonia- Serbia- Svizzera)  oltre a moltissime città italiane. Tra le “conoscenze” di DNA sono coinvolti nell’iniziativa parmense, Franca Verteramo, Angela Giordano e la Filanda Giannini.

Le due iniziative diverse per localizzazione geografica e per impianto progettuale sono però accomunate dall’esigenza di restituire centralità al territorio. Una centralità che ponga i riflettori sull’uomo e le relazioni con i suoi simili e con le risorse dell’ambiente in cui vive.  Le relazioni umane, la partecipazione, la responsabilità delle proprie azioni devono essere infatti elementi chiave per produrre prodotti di qualità e sostenere lo sviluppo economico sociale e culturale di un sistema territoriale.

 


MED Laine: le lane della Maremma vestono il territorio

Territorio e Maremma sono le immagini e i concetti  comunicati dai manufatti tessili realizzati da aziende di confezione sartoriale della provincia di Grosseto con tessuti ottenuti dal recupero di lane del territorio.

Venerdì 13 aprile 2012 presso la sede della Provincia di Grosseto, i capi tipici della Maremma ottenuti  con lane locali e autoctone sono stati non solo il risultato tangibile delle attività del progetto transfrontaliero MED Laine,

ma la testimonianza reale della possibilità di ricostruire una filiera produttiva tessile regionale che è riuscita a mettere in relazione tra loro gli allevatori-produttori di lana amiatina, appenninica e vissana il trasformatore tessile del distretto pratese Alessandro Cocci della “Cocci Stefano”, i confezionisti locali, “Antica Sartoria di Maremma” e “Mall Fashion“che hanno dato espressione ultima alle alte potenzialità di un prodotto agricolo, la lana, attualmente non considerata come materia prima (per alcuni approfondimenti si legga l’articolo su Agriregionieuropa, “La lana: rifiuto o risorsa?“).

Dunque il territorio e, nel caso specifico la Maremma, sono stati i due riferimenti per parlare, nel convegno che si è tenuto il pomeriggio del 13 aprile presso il salone Aldobrandeschi, di ambiente e tutela della biodiversità, di  saperi, abilità e competenze locali sia nel settore agricolo che in quello artigianale, a sostegno dello sviluppo integrato di filiere produttive locali che abbiano ricadute importanti sulle  economie e le microeconomie del territorio della provincia di Grosseto.

E’ indubbio che in questa esperienza il sostegno dell’istituzione provinciale sia stato un motore importante, come dimostrato in maniera incisiva dagli interventi del Presidente della provincia di Grosseto, Leonardo Marras e dall’assessore allo sviluppo rurale Enzo Rossi Youtube MEDLaine.

E’ altresì importante che quanto rilevato anche dagli interventi degli altri partecipanti al convegno, continui ad essere elemento di confronto transfrontaliero con altre territoriali che stanno affrontando le tematiche del recupero, della gestione e della trasformazione delle lane locali e autoctone.

La giornata di venerdì scorso, però ha anche messo l’accento sulle attività di ricerca che con il progetto MED Laine hanno inteso gettare le basi per percorsi di innovazione dei prodotti tipici.

Tale innovazione è da intendersi sia a livello di studio e caratterizzazione della materia prima “lana”  – un ampio sguardo è stato dato anche alla valorizzazione di materiali naturali provenienti da risorse della flora locale quali le piante officinali per potenziali applicazioni non solo nel settore fitoterapico e cosmetico ma anche in quello tessile: da qui il possibile sviluppo di filiere produttive integrate –   ma anche di caratterizzazione della qualità dei tessuti derivati dalle lane autoctone, caratterizzazione che si è avvalsa delle competenze di RS Ricerche e Servizi e delle competenze nella scienza dell’analisi sensoriale del CNR-Ibimet di Bologna .

Innovazione è anche la capacità di inserire le produzioni tessili all’interno del sistema di circuiti distributivi e di vendita locali, quali il sistema degli agriturismi e i circuiti dell’agroalimentare, che esaltino le caratteristiche del prodotto tessile locale quale messaggero ed espressione di un patrimonio materiale e immateriale ricchissimo come quello della provincia di Grosseto.

I capispalla in esposizione sono stati accompagnati da alcuni oggetti di artigianato tessile manuale. Parte di questi oggetti sono il risultato delle attività svolte dal partenariato sardo nell’ambito delle attività del progetto MED Laine e sono visualizzabili sul sito del progetto MED Laine.

Altri oggetti sono stati un contributo di alcune artigiane DNA, tra le quali due della stessa provincia di Grosseto,  che hanno dato una lettura ed  una propria interpretazione del territorio maremmano, cogliendone elementi rappresentativi del paesaggio, dell’architettura, delle risorse ambientali e delle materie prime prodotte, prima fra tutti la lana amiatina!

Giulia Ciuoli di Siena ha interpretato la Maremma attraverso la creazione di cravatte dal titolo “Tracce” già sperimentate nell’ambito dell’iniziativa DNA e riproposte quest’anno secondo le ispirazioni del territorio Grossetano.

Graziella Guidotti di Firenze ha colto i colori e le forme del paesaggio maremmano con la realizzazione di due cuscini, di una borsa tascapane e di un piccolo arazzo che esaltano la materialità del territorio.

Materia tangibile anche dalla borsa tascapane a riquadri prodotta da Laura De Cesare di Pisa e dalla coperta, dalle calze di una volta e da un cappello realizzati da Giulia Zavattoni di Sovana (GR).

L’incontro fortunato tra materiali del territorio quali la lana amiatina ed il sughero è stato dimostrato dal set sottopentole e sottobicchieri realizzati da Laura Rovida di Manciano (GR).

Lucia Boni ha riproposto un modello di giacca maremmana realizzata su telaio verticale, tecnica da sempre da lei utilizzata nelle sue creazioni di abbigliamento e che ha riproposto anche nella realizzazione di una borsa tascapane.

Dei veri gioielli in lana amiatina  sono i bottoni  creati da Rosalba Pepi di Castiglion Fiorentino (AR) che, pur piccoli oggetti, possono conferire ai capispalla della tradizione ulteriore valore aggiunto.

Le tinture naturali dei prodotti realizzati da Giulia Ciuoli e Laura Rovida sono state realizzate da Diamantina Palacios.

Per visualizzare alcuni dei prodotti si vada al link sul menù a sinistra del blog Online Exhbition DNA for MED Laine.

Il convegno dello scorso 13 aprile e l’esposizione sono stati dunque un’ulteriore conferma della necessità di proseguire nelle azioni  di governance territoriale a supporto di iniziative come questa piccola produzione prototipale di artigianato tessile che da realtà di progetto deve diventare realtà produttiva sempre più nelle mani dei produttori di lana, dei trasformatori e di chi promuove il territorio nei suoi aspetti più veri ed autentici.

Informazioni

Progetto MED Laine

Provincia di Grosseto

Settore Sviluppo Rurale
segrurale@provincia.grosseto.it
Tel. 0564/484443

 

 


Filiera corta della lana: i risultati del progetto MED Laine in esposizione a Grosseto

Venerdì 13 aprile 2012 saranno esposti a Grosseto presso la Sala Pegaso di Palazzo Aldobrandeschi (da venerdì 13 a domenica 15, orari: 10 -12; 15 -19), i capi di abbigliamento prodotti con tessuti ottenuti da lane locali e autoctone della provincia di Grosseto.
I prodotti sono i risultati concreti di una sperimentazione che ha costruito nel territorio grossetano una filiera tessile partendo dal recupero di lane – attualmente oggetto di scarto per gli allevatori che le producono – e arrivando al capo finito confezionato da aziende artigiane della sartoria locale.

Il progetto MED-Laine intende definire opportunità di sviluppo per le piccole e micro aziende agricole, tessili, e turistiche dell’area mediterranea, puntando sulla ricerca e l’innovazione e sulla valorizzazione dei territori attraverso il turismo culturale ed educativodidattico. Per questo all’incontro saranno presenti rappresentanti della provincia di Sassari che continueranno a definire il confronto transfrontaliero sul recupero e la valorizzazione delle risorse dei territori rurali, confronto iniziato con risultati evidenti in MED Laine.

Alcune artigiane tessili della Toscana che hanno partecipato a DNA, contribuiranno a questo evento presentando alcuni prodotti di artigianato tessile manuale realizzati attraverso l’applicazione di tecniche di lavorazione di alto pregio nella lavorazione della lana amiatina che sarà così interprete degli elementi della natura, della  cultura, della tradizione e del paesaggio del territorio grossetano.

Programma


European Wool Group: un gruppo a sostegno dei produttori di lana

Venerdì 30 marzo si terrà a Miagliano (BI), presso il Consorzio Biella The Wool Company, un incontro in cui, alla presenza di diversi rappresentanti del settore tessile, gli allevatori – produttori di lana si confronteranno sulle attività future della “European Wool Group”. Tema di discussione sarà il miglioramento della gestione della lana sucida e lo sviluppo di Centri Raccolta Lana in Europa e in Italia.

Il primo passo è stato fatto ad aprile del 2011 grazie all’incontro svoltosi ad Oropa. “European Wool Handling” ha visto una numerosa partecipazione di operatori delle Asl, rappresentanti dell’Agenzia delle Dogane, membri di istituzioni europee, allevatori, zootecnici, associazioni di categoria e camere di commercio.

L’incontro del 30 marzo p.v. porterà alla firma di una lettera d’intenti con la quale l’European Wool Group continuerà nella sua attività di sostegno ai produttori di lana europei su livello nazionale ed europeo.

Fonte

La Spola


Valorizzazione della lana del Parco dell’Alta Murgia.

Nel mese di Aprile dell’anno 2011 ho preso parte alla realizzazione di un progetto elaborato dall’Università degli Studi di Bari (Dipartimento di Fisiologia Generale ed Ambientale – Dott.ssa Elena Ciani, Dipartimento di Progettazione e Gestione dei Sistemi Agro-Zootecnici e Forestali – Prof.ssa Elisa Pieragostini), con la partecipazione dell’Ente Parco dell’Alta Murgia e del la Casa Circondariale di Altamura.

Gli obiettivi che il progetto si proponeva di raggiungere erano :

–          Valorizzare una risorsa locale.

–           Favorire momenti di inclusione sociale e partecipazione attiva dei detenuti, attraverso corsi di formazione ed il loro coinvolgimento fattivo nella realizzazione di prodotti artigianali in feltro.

–           Rispondere ad esigenze di natura ambientale (la lana viene oggi considerata rifiuto speciale e viene smaltita negli inceneritori)

–          Promuovere i territori locali attraverso la creazione di prodotti  commerciali, turistici fortemente collegati all’identità culturale del luogo (parchi, ecomusei, fiere locali)

Si è cercato, perciò, di utilizzare la lana prodotta dagli allevatori di Altamura nell’intento di restituire ad essa ed agli ovicoltori un’identità quasi del tutto perduta.

Questa lana, lavata e cardata, è risultata sufficientemente adatta all’infeltrimento ad acqua e sapone, e quindi utilizzabile per la produzione di oggetti  di arredo ed accessori moda.

Molto ruvida, filamentosa , grossolana  in verità , non poteva essere utilizzata per abbigliamento o per la produzione di oggetti raffinati, ma, incorporando ad essa degli altri materiali quali lino, canapa, piccole pietre e  filati particolari, poteva originare una singolare oggettistica che molto richiamava alla memoria antiche immagini.

E così è stato!

Il corso di formazione previsto  ha avuto la durata di 18 ore, si è svolto negli ambienti della Casa Circondariale, frequentato da 15 detenuti,  articolato in tre giornate durante le quali , con interesse ed entusiasmo, si sono prodotti contenitori, sottopiatti, borse, collane ed altro si potrebbe ottenere se il corso si potesse avvalere di una seconda fase.

Io sono stata coinvolta come responsabile del corso di formazione ( esperta dell’infeltrimento ad acqua) validamente e generosamente sostenuta dalle Dott.sse Elena Ciani ed Elisabetta Castellana, nonché  dal personale di sorveglianza e di dirigenza del Carcere. Il corso è stato portato a termine con grande soddisfazione dei partecipanti.

Attualmente una nuova Associazione Culturale “ Pecore attive”, con sede legale ad Altamura, rappresentata legalmente dalla Dott.ssa Elisabetta Castellana, vincitrice del concorso Principi Attivi 2010-Giovani idee per una Puglia migliore, con il progetto “Azioni congiunte di valorizzazione territoriale e inclusione sociale attraverso la creazione di una micro-filiera della lana di razze ovine autoctone pugliesi”, intende proseguire nelle finalità sopra elencate e, in questo ambito, nel mese di Settembre dell’anno 2011 ha organizzato un corso di formazione pratica per la produzione del feltro e la realizzazione artigianale di manufatti in feltro.

Al corso, per il quale ho avuto l’incarico di Collaboratore, hanno partecipato 20 persone interessate all’apprendimento ed, eventualmente, all’utilizzo di questo materiale,  che si sono occupate non solo di feltratura ma anche di cardatura . Si è svolto in 25 ore lavorative, articolate in tre giornate consecutive durante le quali è stato prodotto un grande tappeto (2x3m circa)con lana della specie altamurana, successivamente esposto al pubblico con discreto successo.

La mia esperienza, in ambedue i progetti, avendo avuto un incarico temporaneo e non facendo parte delle suddette Associazioni, è stata circoscritta al periodo dello svolgimento dei corsi ma, se dovessi dedurre qualcosa guardando a quei risultati potrei realisticamente immaginare un futuro buon uso della tecnica appresa con il raggiungimento graduale degli obiettivi proposti.

 Informazioni

GIfelt

San Pietro Vernotico (BR) 24 Febbraio 2012

Giulia Rizzo


IX Convegno Nazionale sulla Biodiversità. Approcci multidisciplinari per la multifunzionalità

La conoscenza della biodiversità ha una base multidisciplinare connessa ai saperi di varie discipline, quali la genetica, la biochimica, la biologia molecolare, la tassonomia e filogenesi, la biogeografia, l’antropologia, ecc. Una multidisciplinarietà che esige un approccio più complesso anche con l’analisi dell’ambiente e della natura e che superi, mediante strategie innovative, la tradizionale separazione tra aspetti tecnici, biologici ed economico-sociali. Un approccio strategicamente diverso nello studio e nelle ricerche sulla individuazione, caratterizzazione, valorizzazione, conservazione ed utilizzazione della biodiversità, che nel passato è stato limitato da coloro che per compiti istituzionali sono tenuti a tutelare il patrimonio delle risorse territoriali: politici, amministratori, mondo accademico, associazioni ambientaliste, associazioni ed operatori vari. Soggetti che per difetto di formazione e informazione non hanno valutato a fondo l’aspetto olistico della biodiversità e ignorato i contributi applicativi delle scienze biologiche, umanistiche, archeologiche, ambientali ed economiche ai fini di una analisi più approfondita della componente biotica degli ecosistemi. E’ necessario conoscere e valorizzare la biodiversità sia come componente essenziale nell’equilibrio degli ecosistemi dei paesaggi rurali ed urbani sottoposti a fenomeni di antropizzazione che come “bene culturale” connesso agli usi e costumi in uno sviluppo agrituristico e/o urbanistico. Considerare la biodiversità un capitale naturale trova il punto focale nei cosiddetti ‘servizi dell’ecosistema’ che si concretizzano con la gestione delle aree protette, le azioni di ripopolamento biologico, la rinaturalizzazione e restauro ambientale, l’allevamento animale e vegetale, gli orti botanici, erbari, giardini storici, zoologici e banche del germoplasma. Infine, un filone scientifico di particolare potenzialità è quello sulla ‘bioimitazione’ o ‘biomimetica’ il cui elemento fondante è “copiare le strategie funzionali” presenti nella biodiversità  per produrre manufatti ispirati all’attività biologica del regno animale e vegetale. Pertanto, il successo del censire, caratterizzare, valorizzare, tutelare e conservare la biodiversità dipenderà dalla misura in cui ogni disciplina coinvolta sarà in grado di comprendere il linguaggio, le potenzialità e i limiti delle altre.

L’obiettivo del “IX Convegno Nazionale sulla Biodiversità”, così come nelle edizioni precedenti è quello di favorire l’incontro tra scienziati e studiosi per stimolare ricerche innovative e coordinate, mirate alla riconciliazione fra natura e umanità, per lungo tempo conflittuali, in un percorso multidisciplinare in cui si possa trovare l’essenza dell’ eco-sostenibilità.

I temi e le sessioni del convegno riguarderanno la caratterizzazione, la valutazione, la tutela, la conservazione e la valorizzazione della biodiversità sulla base dei contributi multidisciplinari pervenuti.

 

Il Convegno si terrà a Bari nei giorni 6-7 Settembre 2012.

 

Seconda Circolare

Scheda di pre-iscrizione


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