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Un vero prodotto d’annata: Lana garfagnina, Tosatura 2011

Come la vendemmia per il vino, così la tosatura marca l’annualità della produzione tessile laniera che anche quest’anno la Garfagnana propone a tutti coloro che amano i fili, gli intrecci e il calore di un prodotto che porta con sé natura, ambiente, saperi di un intero territorio.

La storia della lana della Garfagnana appartiene alla storia di tutte le lane un po’ “grosse” che nel passato erano consumate, da chi abitava le montagne (ma non solo), soprattutto in ambito domestico.

Abbandonate negli anni con l’arrivo di materiali di sintesi e con l’imporsi sui mercati delle lane merinos, più adatte alla confezione di capi di abbigliamento, le lane rustiche sono ritornate oggi alla ribalta per l’importanza che hanno come risorsa per il mantenimento delle razze da cui provengono e quindi, della biodiversità, e lo sviluppo rurale del territorio.

E’ quello che accaduto in Garfagnana con il progetto di recupero della razza ovina autoctona garfagnina, coordinato dalla Comunità montana, che in pochi anni ha visto passare il numero dei capi da 400 a 1000 e che ha  permesso di valorizzare, oltre alla filiera casearia anche quella della lana.

La lana dunque, è passata di nuovo ad essere una risorsa per gli allevatori e le allevatrici coinvolti nel progetto e per gli artigiani e le artigiane che detengono i saperi di una lunga e importante tradizione della Garfagnana. Tra gli allevatori va citato l’impegno e l’entusiasmo di Ombretta Cavani che con la lana prodotta dalla sua azienda ha permesso la realizzazione di molti dei prototipi DNA.

As it happens for grape harvest and wine, sheep shearing  yearly marks textile wool production. Garfagnana provides  all those who love threads, weaving and knitting with the warmth of a product conveying nature, environment and traditional knowledge of a whole area.
The history of Garfagnana wool belongs to the history of all the wools that, in the past, were used  by people living  on the mountains (but not only), mainly for household purposes.

After being abandoned over the past years because of synthetic materials and the  merino wools, more suitable for clothing and fashion markets, rustic wools are now back, for they are important as a resource for preserving  native sheep breeds and, consequently, fauna biodiversity, and supporting  rural development.
That’s what happened in Garfagnana where a project coordinated by the Comunità montana, to safeguard  native Garfagnina sheep breed has led, in a few years, the amount of sheep from 400 to 1000, allowing the development of the dairy and wool processing chains.
Garfagna wool then, has come back to its land as a resource for farmers and breeders involved in the project and for local artisans who hold the knowledge of a long and important textile tradition. Among the breeder Ombretta Cavani  deserves to be mentioned for her  commitment and enthusiasm and for providing  wool for the manifacturing of several DNA prototypes.

Informazioni

Sandro Pieroni

Luciana Adami

luciana.adami@ucgarfagnana.lu.it

http://www.cm-garfagnana.lu.it

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Le artigiane – Laura de Cesare


Le artigiane – Paola Baldetti


Il nostro marchio

Che volessimo riconoscerci in un marchio comune questo lo avevamo deciso fin dall’inizio. Il lavoro per arrivare a un’identità finale che fosse comune e rappresentativa per tutte, non lo nascondiamo, è stato un lavoro lungo e faticoso, ma alla fine… eccoci qua! La sfida più ‘dura’ è stata quella di ricondurre a dei colori, a dei segni e a delle parole quelle tante attività che ci caratterizzano. Sì perché un unico filo – è proprio il caso di dirlo! – conduttore vero e proprio non c’è. Sono i nostri obiettivi e i nostri valori ad essere condivisi prima di ogni cosa.

Nel risultato finale sono sintetizzati quelli che per noi sono stati gli elementi di novità e quelli invece per noi indiscutibili. Il Design riconduce all’approccio all’innovazione che abbiamo affrontato durante questo workshop. La Natura invece fa capo a un aspetto imprescindibile del nostro lavoro: il rispetto per l’ambiente, il nostro modo sostenibile di realizzare i nostri prodotti. E poi, come poteva mancare l’Artigianato, quel faticoso e appassionante mestiere al quale ci dedichiamo?

Un elemento grafico che riconduce al filo e al filato e un ‘motto’ che ci lega al territorio, manufatti toscani: unici, riconoscibili, irripetibili.


Un workshop per l’artigianato

Un confronto lungo cinque mesi tra esperti di diversa provenienza in un cammino che va dalla valorizzazione della materia prima a quella del prodotto finito

E’ sulla base dell’impostazione classica del workshop inteso come laboratorio che ‘DNA’ si è sviluppato. Designer, progettisti e tecnici della comunicazione insieme alle artigiane impostano un lavoro di innovazione e ricerca.

Competenze e abilità tecniche proprie della tradizione artigiana applicate ad idee nuove per nuovi prodotti dalle diverse funzioni e dai diversi mercati di riferimento. Una serie di lezioni frontali per approfondire il tema della progettazione di prodotto, delle territorialità e del valore dei materiali e per ampliare le vedute sul mercato e l’inserimento del prodotto nei circuiti di vendita. Ancora diversi incontri diffusi nei cinque mesi di workshop che porteranno alla realizzazione di prototipi tessili e all’esposizione di questi in occasione di tre eventi.


Opportunità per l’agricoltura e nuovo smalto all’artigianato tessile

Obiettivo ‘DNA’: creare delle microreti per sviluppare ‘filiere corte’ nel tessile sfruttando risorse naturali locali

‘DNA’ coinvolge imprenditrici agricole dedite all’allevamento ovino e caprino, ma anche tante artigiane come sarte, tessitrici, ricamatrici. Tutte hanno fatto fede a un impegno riconosciuto come fondamentale. Sì perché nonostante o proprio in virtù delle diverse provenienze territoriali di ciascuna e dei diversi percorsi professionali, l’idea che tutte hanno sottoscritto è stata quella di mettersi in gioco nella creazione di microreti: confrontarsi, unire le competenze e ottenere prodotti tessili vincenti che testimonino il valore delle relazioni, del confronto, dello scambio e di un modo diverso di affrontare la progettualità nella realizzazione di un prodotto tessile. A unire un gruppo così vario non poteva che essere la passione, la curiosità, la tenacia e la voglia di fare sempre meglio per andare avanti, soprattutto in un momento difficile come quello attuale. E poi c’è  la determinazione a prendersi cura del pianeta, promuovendo produzioni tessili sostenibili di ‘filiera corta’  che privilegino materiali e risorse naturali del territorio toscano.

I ‘fili antichi’ per cercare – e trovare – strade e percorsi nuovi.


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